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LA MIA MUSA / Fase 1' La solitudine

La Solitudine è l’origine.
È la prima fase vissuta ed eseguita, il punto da cui il percorso prende forma.
Inizialmente si manifesta come condizione inevitabile,
uno stato interiore in cui il corpo si ritrae, si raccoglie, si sottrae al mondo.
Il silenzio è denso, il gesto minimo, la presenza compressa verso l’interno.
Ma questa fase non si esaurisce nel subire l’assenza.
A un certo punto avviene un passaggio silenzioso e decisivo: l’accoglienza.
La solitudine viene riconosciuta, abitata, accettata.
Non più come vuoto da colmare, ma come spazio essenziale.
Il corpo smette di opporsi, cessa la resistenza, e nell’immobilità nasce l’ascolto.
Accogliere la solitudine significa sostare nel buio senza cercare una via di fuga.
Significa permettere all’assenza di diventare presenza interiore,
alla mancanza di trasformarsi in terreno fertile.
In questa fase il corpo femminile non chiede di essere visto.
È raccolto, chiuso, protetto, come un luogo che custodisce una possibilità non ancora man ifesta.
La materia si semplifica, il tempo si dilata, l’identità si svuota di sovrastrutture.
È proprio questa accettazione a rendere possibile il passaggio successivo.
Senza accoglienza, non può esserci risveglio.
Senza attraversamento del vuoto, non può nascere alcuna trasformazione.
La Solitudine non è una fine,
ma un atto originario:
il momento in cui si sceglie di restare,
per poter poi cambiare.

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